Scenario porno francais escort girl loire

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Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. O la lama di André Lamaze. Dark Contemporary Romance Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi.

Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. Gabe, fratello di Haze e Roona, ha solo la sua chitarra quando decide di lasciare tutto per girare il mondo a bordo della sua Camaro. Tra note spezzate e pugni nello stomaco, il giovane musicista è alla ricerca di qualcosa per cui valga davvero la pena vivere, qualcosa che spazzi via quel senso di vuoto che gli buca il petto.

Tra scontri, gelosie e baci che bruciano la pelle, Gabe e Aria finiranno per colmare i propri vuoti, salvandosi e distruggendosi a vicenda. Dal primo momento in cui lo ha visto. Sergej non ha mai desiderato nulla per sé.

Ha sempre e soltanto eseguito gli ordini, almeno finché non gli è stato chiesto di fare l'unica cosa che non avrebbe mai voluto: La più oscura di sempre. Quella che cambierà le loro vite. Lilian Leroy non ha mai desiderato di svegliarsi in una stanza non sua, in compagnia di un uomo completamente nudo che non ricorda nemmeno di avere incontrato. Non ha mai desiderato di finire coinvolta nei giochi di potere che legano suo padre a un misterioso uomo venuto dalla Russia.

La sua vita scorre tranquilla e indisturbata, finché, in una serata di lavoro come tante altre, non incontra Adrian Hamilton. Ecco perché decide di stargli alla larga, respingendo le sue avances.

Adrian non è abituato ai rifiuti e quello di Luana innesca in lui una reazione estrema: La vita della ragazza si trasforma in un vero e proprio incubo e la paura diventa una realtà con la quale è costretta a confrontarsi continuamente.

Lo farà, ritrovando la quiete nella sottomissione, oppure escogiterà un altro modo per scappare dalla gabbia che la tiene prigioniera? Finalmente in Italia la serie appassionante e sexy bestseller n. Un sogno fragile come carta. Una passione che non darà tregua. A diciassette anni, Ella Harper ha già imparato a sbrigarsela da sola. Sempre in fuga, dalle difficoltà economiche e dagli uomini sbagliati di sua madre, si è districata tra mille lavori per riuscire a far quadrare i conti, studiare e costruirsi un futuro migliore.

Finché, un giorno, nella sua vita compare un certo Callum Royal. Distinto ma deciso, nel suo costoso abito di sartoria, dice di essere il migliore amico del padre, che lei non ha mai conosciuto, nonché il suo tutore legale. In quanto tale, sarà lui d'ora in poi a sostenere le spese per il suo mantenimento e la sua istruzione, a patto che Ella accetti di vivere con lui e i suoi cinque figli.

Ella sa che il sogno che Callum Royal sta cercando di venderle è sottile come carta. Ed è diffidente e furiosa. Ma ancora di più lo sono i fratelli Royal. Easton, Gideon, Sawyer, Sebastian e Magnetici e pericolosi, non mancano di farla sentire un'intrusa: E a nulla valgono i tentativi pacificatori di Callum. Soprattutto dopo un bacio rubato, che innescherà un'inarrestabile spirale di rabbia, gelosia e desiderio. Per non scottarsi, Ella dovrà imparare presto le regole del gioco I potenti vogliono la guerra per poter sgozzare le loro greggi: Versione italiana di Riccardo Venturi dell' Internationale Anticléricale.

Riccardo Venturi's Italian version of the Internationale Anticléricale. Invece di costruire cattedrali e di erigere cappelle a Gesù, noi vogliamo, cosa più ideale, fare alloggi per chi non ha nulla. Basta con le messe e le preghiere, noi non siamo più rassegnati voi non placherete le nostre ire, avete finito di regnare.

Non vogliamo né Dio né preti, né pregiudizi né religione, gli uomini siano guidati dalla ragione al di là di ogni superstizione. Voi siete i nemici della scienza, siete i nemici del genere umano, non avete né cuore né coscienza non amate che una cosa: Demoliremo le vostre bastiglie, quelle galere chiamate conventi, via dal mondo quei vostri stracci, avete vissuto già troppo tempo.

Metteremo a tacere le vostre campane, faremo saltare i vostri chiavistelli per farvi finalmente vuotare le tasche a voi, branco di farabutti. Mentre il popolo, nella miseria, resta senza pane, senza casa e senza riscaldamento, voi ammassate, banda di vipere, il denaro rubato ai disgraziati. Su, tirate fuori i vostri stendardi e gridate alla profanazione!

Versione Italiana de L'Anticlericale Traduzione: E invece di far cattedrali e far cappelle per Gesù, vogliamo, cose a noi ideali, far le case a chi non le ha più. Questo è il crollo finale, rottinculo qua e là! E basta con messe e preghiere! Noi rassegnati non siam più e ve lo faremo vedere, voi che regnate da lassù! La luce agli occhi ci ha colpiti e perso abbiam la schiavitù! Ruffiani e ladri gesuiti, trafficanti di buongesù. Mai più dio, mai più religione, né pregiudizi e salmi, no.

Né cuore avete, né coscienza, solo il denaro a cuor vi sta. E poi le vostre vesti nere! Troppo siete campati già! Di tutto quel che ci rubaste ci renderete tanto più! Noi vi farem vuotar le tasche, farabutti, a testa in giù!

E mentre case riscaldate e pane il popolo non ha, vendendo il cielo, voi rubate a chi intanto muore di qua. Su, urlate alla profanazione, su, sventolate Trinità! E a festa del crollo finale la lotta per la libertà di qualche rosso cardinale quante belle bandiere avrà! World March of Women Debout, pour des roses et du pain! Nous n'voulons pas seulement être mères, Nous voulons d'autres destins.

Du passé, faisons table rase, Et toutes ensemble, marchons, marchons! Pour que le monde change de base, C'est dans la rue qu'nous descendrons! C'est la marche des femmes Pour nos droits, pour nos choix! La marche des femmes Pour d'autres lendemains. Femmes résignées, femmes en lutte, Ensemble, nous pouvons gagner!

Que l'on soit seule, lesbienne ou mère, Nos droits, faut les revendiquer! La misère fait gronder la colère, Abolissons la pauvreté!

Les violences dont souffraient nos mères, Nous n'voulons plus les accepter! Toutes unies, toutes solidaires! D'ici, d'ailleurs et de partout! Avorter n'est plus une barrière, C'est un droit, lors battons-nous!

Isolées, exploitées, ignorées, Violées ne serons plus jamais! Ensemble plus fortes désormais! La lutte est de notre côté! Notre oppression est millénaire, Le capital nous y maintient, Laissons torchons, boulots précaires, Rejoignons le combat commun.

Prolétaires des prolétaires Femmes esclaves, debout, debout, Nos luttes changent la vie entière Nous ne sommes rien, soyons tout! Versione italiana di Riccardo Venturi dell' Internationale des Femmes. Riccardo Venturi's Italian version of the Internationale des Femmes. In piedi, per il pane e le rose! Non vogliam più solo essere madri, vogliamo un altro destino. Del passato facciam tabula rasa e tutte insieme marciamo, marciamo! Perché il mondo cambi dalle fondamenta è nelle strade che noi scenderemo!

La marcia delle donne per un altro domani. Donne rassegnate, donne in lotta insieme possiamo vincere! Che siamo sole, lesbiche o madri bisogna rivendicare i nostri diritti! La miseria fa tuonare la collera, aboliamo la povertà! Le violenze sofferte dalle nostre madri noi non vogliamo più accettarle!

Tutte unite, tutte solidali! Abortire non è più una barriera, è un diritto, e allora battiamoci! Isolate, sfruttate, ignorate e stuprate non saremo mai più! Insieme più forti a partir da ora! La lotta è dalla nostra parte! La nostra oppressione è millenaria, e il capitale ci rende oppresse ancor, via stracci per le pulizie e lavori precari, uniamoci nella battaglia comune. Proletarie dei proletari, donne schiave, in piedi, in piedi, le nostre lotte cambiano la vita intera non siamo niente, saremo tutto!

Prima di iniziare con le versioni italiane d'autore, una versione di servizio letterale dell'originale francese di Eugène Pottier. Non più servi, non più signori di Gianni Lucini Da qualche mese la gradevole collana di Elleu dedicata alle canzoni che sono state la colonna sonora di generazioni si è arricchita di un titolo inaspettato. Nato dalla facile penna di Cesare Bermani , amante oltre che studioso della musica popolare, si legge come un romanzo ricco di tensione narrativa, anche perché non è un saggio nella accezione che comunemente si dà a questo termine.

La rigorosa ricostruzione del ricercatore si accompagna al gusto del racconto. Bermani è uno storico. Non è né un critico né un contemplatore astratto della forma letteraria. Per questa ragione le vicende relative alla compilazione del testo, della scrittura melodica e della diffusione di un canto destinato a resistere alle offese del tempo e all'oblio si intersecano con la ricostruzione attenta delle epoche, delle speranze, delle vittorie, delle sconfitte e delle stesse storie di vita dei protagonisti.

Ci si emoziona di fronte alle vicissitudini di Eugène Edmée Pottier , il lavoratore poeta cui dobbiamo il testo originario francese e, a volte, si finisce per sorridere di fronte ai meschini tentativi di sottrarre a Pierre Degeyter la primogenitura della scrittura musicale. Bermani accompagna il lettore nelle fortune e nelle sfortune del canto dalla prima diffusione limitata al territorio francese, al suo ingresso trionfale nei congressi socialisti e operai di tutto il mondo fino alla sua consacrazione, dopo la Rivoluzione d' ottobre, quale inno della neonata Unione delle repubbliche socialiste sovietiche.

Momenti di gloria e periodi di apparente declino si alternano attraversando, oltre alle vicende del movimento operaio, anarchico, socialista e comunista, anche la vita di grandi protagonisti della musica e della cultura. Un intero capitolo è dedicato all'amore di Arturo Toscanini per quelle note tanto da introdurle in una sua personalissima rielaborazione del verdiano Inno delle nazioni.

Un altro alla contrastata vicenda della versione riscritta da Franco Fortini , bocciata e corretta da Lotta continua e finita per lungo tempo nel dimenticatoio tanto che solo negli ultimi anni è stata registrata su disco da Ivan Della Mea. Il lungo viaggio sulle onde della canzone termina con una chiusa finale che non cela un sottile pessimismo. Ma in qualunque storia del Novecento sarà impossibile dimenticarla. Per l'amicizia e la stima che nutriamo per Cesare Bermani ci permettiamo di non essere in sintonia con il pessimismo finale senza per questo cambiare di una virgola il giudizio positivo sul lavoro.

A voler cercare il pelo nell'uovo nel volumetto manca ancora un capitolo, forse poco interessante dal punto di vista storico, ma determinante se si vuole ragionare sul destino futuro de "L'Internazionale". E' il rapporto con le altre forme dell'arte e della musica popolare, a partire soprattutto dal rock, costellato da episodi interessanti non solo dal punto artistico.

E' forse in questo rapporto che il canto di Degeyter negli ultimi anni ha cominciato a trovare nuove scintille d'immortalità. Del passato facciam tabula rasa, Folle, schiavi, in piedi! Il mondo sta cambiando base, Non siamo niente, saremo tutto! Non ci son supremi salvatori, Né Dio, né Cesare, né tribuno, Chi produce si salvi da solo, Decretiamo la salute comune.

Lo stato opprime e la legge imbroglia, Le tasse dissanguano lo sventurato; Nessun dovere è imposto al ricco, Il diritto per i poveri è una parola vuota. Basta languir nella tutela!

Orrendi nella loro apoteosi I re della miniera e della ferrovia Hanno mai fatto altra cosa Che derubare il lavoro? I re ci hanno ubriacato di fumo! Pace tra noi, guerra ai tiranni!

Mettiamo lo sciopero negli eserciti, Cannone puntato in aria e rompiamo i ranghi! Se si ostinano, questi cannibali A far di noi degli eroi Sapranno presto che le nostre pallottole Son per i nostri generali! Operai contadini, noi siamo Il gran partito dei lavoratori, La terra appartiene solo agli uomini, Il fannullone sloggerà!

Quanto si nutrono della nostra carne, Ma se i corvi e gli avvoltoi Un mattino scompariranno Il sole brillerà per sempre! La traduzione italiana fu il risultato di un concorso indetto dal giornale satirico "L'Asino" sul quale venne pubblicata il 13 ottobre Vinse il testo firmato "E.

Bergeret" pseudonimo di Ettore Mazzoni, che fu poi direttore del "Resto del Carlino", allora considerato un giornale di sinistra per le sue posizioni mazziniane e repubblicane; ma un'altra ipotesi parla di Umberto Zanni come effettivo autore della versione. The author of this version, E. Bergeret pen-name of Ettore Mazzoni or, according to others, Umberto Zanni , was the winner of a special contest called by the satirical magazine "L'Asino" "The Donkey" for an Italian translation of the song; the Italian "Internationale" was first published on October 13th, Ettore Mazzoni, an outstanding journalist, became later the chief editor of the Bologna newspaper "Il Resto del Carlino", which was considered at that time as left-wing for its republican views.

Durante una piccola conversazione personale con Ivan Della Mea riguardo alla vera origine della versione italiana classica dell'Internazionale, è venuta fuori questa interessantissima storia che sintetizzo.

Bergeret" sarebbe stato un musicista francese che si sarebbe appropriato della paternità della musica dell'Internazionale, al posto di Degeyter. L'equivoco si sarebbe tramandato in Italia fino al momento della stesura della versione "classica" del , che sarebbe comparsa erroneamente sotto il nome di "Bergeret" ignorandosene non solo il reale autore della musica, ma persino quello del testo.

L'autore del testo italiano per il concorso dell' "Asino" potrebbe addirittura essersi appropriato di un testo scritto da altri, probabilmente per un'esecuzione bandistica. Rosso un fiore in petto c'è fiorito una fede ci è nata in cuor. Noi non siamo più nell'officina, entro terra, nei campi, in mar la plebe sempre all'opra china Senza ideali in cui sperar.

Un gran stendardo al sol fiammante dinanzi a noi glorioso va, noi vogliam per esso siano infrante le catene alla libertà! Che giustizia alfin venga, vogliamo: Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti eguale proprietà, più nessuno nei campi dia l'opra ad altri che in ozio sta.

Avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l'avvenir; più civile e giusta, la storia un'altra era sta per aprir. Largo a noi, all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal: La versione non fu approvata "in toto" e rimaneggiata. In fact, it is the primitive version of Fortini's Internationale , which the outstanding poet made for Lotta Continua Unceasing Struggle. This version was not entirely approved and then modified. La forza immensa di chi vuole rovesciare la società. Nelle fabbriche, nelle campagne, nelle scuole e nei quartier la violenza degli sfruttati che questo mondo trasformerà.

Noi siam la classe di chi crede che la vera libertà la si conquista col fucile, chi scende a patti la perderà. Senza patria, senza legge e nome, da Battipaglia a Düsseldorf, siamo la tendenza generale, siamo la rivoluzion! Contro il riformismo che contratta ma che il potere non ci dà, noi siamo la classe che avanza, che il Comunismo costruirà! Uguaglianza, forza e fantasia, conoscenza e libertà, che ci fu negata dal potere, a tutti quanti apparterrà. E' opera del grande poeta Franco Fortini , che ne scrisse diverse versioni.

La seguente è l'ultima, del , scritta pochi mesi prima della morte; tutte le versioni sono state cantate e inserite in album da Ivan della Mea questa si trova nell'album "Ho male all'orologio", del Franco Fortini pseudonimo di Franco Lattes , nato a Firenze il l0 settembre , ha compiuto i suoi studi nella città natale laureandosi in lettere e in giurisprudenza.

Espulso, in seguito alle leggi razziali, dall'organizzazione universitaria fascista, dopo l'8 settembre ripara in Svizzera ed insegna all'università di Friburgo. Dal l ha svolto una molteplice attività di copywriter, consulente editoriale, traduttore e, infine, docente universitario.

Ha tenuto la cattedra di Storia della Critica all' Università di Siena. È morto a Milano nel l Franco Fortini's "Internationale" [; last version] Franco Fortini pen-name of Franco Lattes was born in Florence on September 10th, and is one major Italian poet of the 20th century. A Jew, he was graduated in both philology and law.

Owing to Mussolini's racist laws of he was expelled from Italian universities and had to take refuge in Switzerland, where he taught at the University of Freiburg Fribourg. Since he has been working as copywriter, publishing advisor, translator and scholar.

Franco Fortini died in Milan in Fortini's "Internationale" has many versions; all have been sung by Ivan della Mea. Ma questo mondo non ci avrà. Noi lo distruggeremo a fondo. Questo pugno che sale questo canto che va è l'Internazionale un'altra umanità. Questa lotta che uguale l'uomo all'uomo farà, è l'Internazionale. Fu vinta e vincerà. Noi siamo gli ultimi di un tempo che nel suo male sparirà.

Qui l'avvenire è già presente chi ha compagni non morirà. E tra di noi divideremo lavoro, amore, libertà. E insieme ci riprenderemo la parola e la verità. Noi non vogliam sperare niente.

Da continente a continente questa terra ci basterà. Testo trovato su Pino Masi. Noi siamo i proletari in lotta! Gli oppressi che hanno detto no! La forza immensa di chi vuole liberare la società! Dalle fabbriche, dalle campagne, nelle scuole e nei quartier, la coscienza degli sfruttati questo mondo trasformerà!

Mi fu a suo tempo comunicata da Ivonio Sestini, testimone delle lotte operaie a Piombino e Livorno negli anni dal al A most rare Italian version of the Internationale circulating in Leghorn Livorno in the immediate postwar years, on broadsides distributed by harbour workers. I was handed a copy of it by Ivonio Sestini, a witness of the workers' struggles in Piombino and Leghorn in the years between and Le rovine di Livorno. Piazza Calamatta, presso il porto, giugno Avanti, al porto, al mare si va da tutta la città!

Il popol vuole lavorare, e non esser mai più sfruttà. Forza, unione e organizzazione e lo sciopero general; avanti alla Rivoluzione, lottiamo pel nostro Germinal! Da Questa pagina , dove siamo per altro citati. Innanzitutto ci risultava inaccettabile il riferimento diretto al partito proprio in apertura della prima strofa. Anche il testo di Pottier parla di partito dei lavoratori, ma in modo inequivocabilmente antiautoritario.

Appare chiaro, leggendo il testo, che la concezione di partito dei lavoratori di Pottier doveva essere ben diversa dalla nostra. Vale la pena confrontare la prima strofa della versione del con quella italiana del In apertura del canto Pottier non parla di partito né di colori simbolici, ma di gente che lavora e tuttavia soffre una miseria insopportabile.

Non si rivolge ai compagni, ma agli schiavi del lavoro, incitandoli alla giusta ribellione: A partire da queste riflessioni sulla prima strofa abbiamo scritto la nostra versione, ritornando alla fonti che sentivamo più vicine al nostro pensiero: Riproponiamo qui il testo di Pottier seguito dalla nostra proposta. Avanti dannati ed oppressi nel cuore tuona la ragion diseguaglianza e sfruttamento col passato cancelliam L'Anarchia sarà emancipazione dallo Stato e schiavitù al vento bandiere rossonere fratellanza e nulla più.

Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Mai più ne' salvatori supremi ne' dio ne' re ne' capo alcun la società autoorganizzata ed il libero pensier Pace a noi guerra ai tiranni Fuoco e piombo ai general siamo nulla e saremo tutto nell'internazional Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità!

As for the Italian versions of the "Internationale", special reference should be made to the astounding progressive rock version played by AreA in E' probabilmente opera di Santo Catanuto stesso.

The rhyming Italian version, consistent with the original French lyrics, included by Santo Catanuto and Franco Schirone in: Probably translated by Santo Catanuto himself. Derelitti e senza pari, La giustizia rugge sotterra, Il tracollo non è lontan. Il passato sepolto giaccia Folla di schiavi! Il mondo sta per mutar faccia, Tutto sarà chi nulla fu! È la lotta finale! Tutti uniti, e sarà l'Internazionale l'intera umanità. Non v'han supremi protettori Né dio, né re, né capo alcun; Da noi pensiam, lavoratori A conquistare il ben comun!

Se frenar vogliam la rapina Se il pensiero libero vogliam, Sofficamo noi nella fucina, Rovente è il ferro, lo battiam! Tiranno Stato e legge infida Balzel che fino al sangue va Nessun dover al ricco è guida, Diritti il povero non ha. In tutela ci hanno conflitto, Uguaglianza altre leggi diè: Nel fasto guazzano i padroni della miniera e dell'acciar.

Cos'altro han fatto quei predoni Che sul lavoro altrui rubar? Nei forzieri va della banda Quanto l'uomo produrre suol: La borghesia ci ha massacrati Sia guerra a lei, fra noi non più! In sciopero ancor noi, soldati! Scuotiam la dura servitù! E se l'ordin riceveremo Contro i fratelli disparar, Ai cannibali insegneremo La vita umana a rispettar! Siamo noi, coloni ed operai, Il gran partito del lavor. Ma un bel mattino se avverrà Che fuggan corvi ed avvoltoi, Per sempre il sole splenderà!

Qui di seguito la riproponiamo per confrontarla on la versione italiana firmata da 'Bergeret' che ancor oggi è diffusa e cantata. Pur non sfuggendo alla critica da parte di intellettuali non appiattiti sul comunismo di stato o sui partiti affogati nella terza internazionale e di gruppi eretici del marxismo-leninismo. Nel suo cratere tuona la ragione, È l'eruzione finale.

Il passato cancelliamo, Folla schiava, avanti, avanti! Il mondo cambierà presto le basi: Siamo nulla e sarem tutto. È la lotta finale: Uniamoci e sarà L'Internazionale La futura umanità. Niente più salvatori supremi: Il fuoco nella forgia Attizziamo da soli, Battiamo il ferro caldo. Lo Stato opprime, la legge bara; Le tasse succhiano il disfraziato; Il ricco non ha alcun dovere, e il diritto del povero è parola. L'uguaglianza vuol un'altra legge; "Nessun diritto senza il suo dovere, Nessun dovere senza il suo diritto.

Nel loro orribile trionfo Il re del trono e i re della miniera null'altro han fatto mai che rubare al lavoro: E rivolendolo indietro Il popolo vuole solo il suo.

Ci ubriacano di fumo, Pace fra noi, guerra ai tiranni! Anche i soldati in sciopero! Su, rompiamo le file! E se i cannibali si ostinano A far di noi degli eroi, Presto sapran che le pallottole Son pei nostri generali. Operai, contadini, noi siamo Il gran partito dei lavoratori; Degli uomini è la terra, L'ozioso viva altrove!

La nostra carne mangiano. Ma se corvi e avvoltoi Spariscono in questi giorni, Per semple i sole risplenderà. Di Salvo Lo Galbo. Del passato, quel che rimase lo butteremo tutto giù.

Il mondo cambia dalla base, nulla sarà più come fu. È la lotta finale. La legge ipocrita e fasulla nessun dovere al ricco dà. Diritto è una parola nulla per chi muore di povertà. Le tasse ci succhiano il sangue, ci opprimono le autorità. È la miseria in cui si langue nella vostra legalità. Fusa nelle loro casseforti la ricchezza del mondo è.

Che i frutti del lavoro estorti reclami il popolo per sé! I re ubriacano la leva del fumo dei loro perché. Più ordini non si riceva! Pace tra noi, guerra ai re! E se vorrete ancora eroi da decorare alla virtù, conoscerete ora da noi come sappiam spararvi su.

Da tutto il mondo, un solo coro. E da chi vuol la nostra carne, da tutti i corvi e gli avvoltoi, sapremo il cielo liberarne. E sarà il sole su di noi. Kots, in tutto l'impero Russo vigeva ancora l'antica ortografia che fu riformata dal governo rivoluzionario nel , con l'eliminazione di tutte le lettere inutili omofone, "doppioni" ecc. Abbiamo provato, per motivi storici, a ripristinare quello che doveva essere il testo della versione russa dell'Internazionale nell'ortografia coeva.

In , when A. Kots composed the Russian version of the Internationale, Russian was still officially written with the old spelling system, which was reformed by the revolutionary cabinet by dropping "useless" letters homophones, doublets etc.

We have tried, for historical reasons, to restore the lyrics of the Russian version of the Internationale to the coeval spelling. We shall destroy the world of violence to its foundations, and then we shall build a new world. Those that were nothing shall become everything! This is our final and determined battle. With the Internationale the human race will leap up. Nobody will send us deliverance. Not God, nor Tsar, nor a hero. We shall be liberated by our own hands. To overthrow oppression, skilled hands take back all that is good - Blow up the furnace and strike boldly while the iron is hot!

Enough sucking blood, vampires. You have all authority, all the blessings of the world. But our rights - an empty sound! We shall build a different life - and here is our battle cry. All power to the workers! And all parasites their share! Nel , lo stesso Aron Kots tradusse fedelmente la versione originale francese di Eugène Pottier, completa di tutte e sei le strofe.

Le strofe 1, 2 e 6 sono naturalmente quelle della sua prima versione del , mentre le altre tre compresa la 5a strofa antimilitarista furono tradotte ex novo. La versione completa fu pubblicata nel In , Aron Kots himself faithfully translated Eugène Pottier's original French poem including all 6 verses.

Verses 1, 2 and 6 are taken of course from his version, while the other three including the anti-militarist 5th verse were translated ex novo. The complete version was published Romanized lyrics of the foregoing version according to the transcription principles used in this website.

Prezrennyj vy v svoëm bogatstve, Uglja i stali koroli! Gatov [] Alternative and complete version by A. Romanized version of the foregoing Russian version:. V Internacionale solëtsja rod ljudskoj!

Narodam — mir, vojna — tiranam! Si tratta in realtà di una versione composita: The alternative version by Anatoly Zarnitsyn. It is in fact a composite version: Romanized lyrics of the foregoing version. Zakon ravenstva prav, - On govorit: Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente. Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg.

La strofa è accompagnata da una traduzione inglese. Stand up, you who have eaten half a pound, Go fetch flour from the village. Take off your last shirt With your own hands. In essa la componente antimilitarista e contro la guerra è pienamente presente, ma è considerata una versione "difficile" per il tipo di linguaggio usato, assai arcaico e solenne Pete Seeger l'ha definita "totally unsingable". Tra [parentesi quadre] vengono indicate le più comuni varianti.

The anti-militarist stanza is present, but it is considered a "difficult" version because of the archaic, high-falutin language used Pete Seeger said it is "totally unsingable". The commonest variants are indicated in [square brackets].

Arise you prisoners of want! For reason in revolt now thunders, And a better age shall dawn Now away with all your superstitions, Servile masses arise! Then come comrades rally!

And the last fight let us face. The Internationale unites the human race! No saviours from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. Chains of hatred, greed and fear. We're tricked by laws and regulations, Our wicked masters strip us to the bone. The rich enjoy the wealth of nations, But the poor can't sell their own. Long have we in vile bondage languished, Yet we're equal one and all No rights but duties for the vanquished We claim our rights for duties done.

The kings of mines and ships and railways, Resplendent in their vulgar pride, Have plied their task to exploit always Those whose labor they've 'ere decried.

Great the spoil they hold in their coffers, To be spent on themselves alone; Someday we'll seize it in spite of scoffers, And know that we have got our own. These kings defile us with their powder, We want no war within the land; Let soldiers strike for peace call louder, Lay down arms and join hand in hand.

Should these vile monsters still determine. Heroes to make us in despite, They'll know full soon the kind of vemin Our bullets hit in this lost fight. We peasants, artisans and others Enrollees among the sons of toil Let's claim the earth henceforth for brothers, Drive the indolent from the soil!

On our flesh too long has fed the raven, We've too long been the vulture's prey. But now fare well the spirit craven, The dawn brings in a brighter day! No saviors from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. No more tradition's chains shall bind us Arise, ye slaves, no more in thrall; The earth shall rise on new foundations We have been naught we shall be all.

We want no condescending saviors to rule us from their judgement hall We workers ask not for their favors Let us consult for all. To make the theif disgorge his booty To free the spirit from its cell We must ourselves decide our duty We must decide and do it well. The law oppresses us and tricks us, the wage slave system drains our blood; The rich are free from obligation, The laws the poor delude.

Too long we've languished in subjection, Equality has other laws; "No rights," says she "without their duties, No claims on equals without cause.

Behold them seated in their glory The kings of mine and rail and soil! What have you read in all their story, But how they plundered toil? Fruits of the workers' toil are buried In strongholds of the idle few In working for their restitution the men will only claim their due. We toilers from all fields united Join hand in hand with all who work; The earth belongs to us, the workers, No room here for the shirk. How many on our flesh have fattened! But if the norsome birds of prey Shall vanish from the sky some morning The blessed sunlight then will stay.

Deriva chiaramente da quella britannica nella variante workers , con lievissime differenze, ma consta soltanto di tre strofe. The standard Canadian English Version. Its derivation from the British English version workers variant is clear, but only three stanzas are commonly sung. For reason in revolt now thunders And at last ends the age of cant.

Away with all your superstitions Servile masses arise, arise We'll change henceforth the old tradition And spurn the dust to win the prize. So comrades, come rally And the last fight let us face! No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more.

And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side. No saviour from on high delivers, No faith have we in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear.

E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot! Deriva chiaramente da quella statunitense di Charles Hope Kerr , con lievissime variazioni. Il canto comporta solo due strofe. The standard version as sung in the Republic of South Africa where it was strictly prohibited during the Apartheid period.

Its derivation from the US version by Charles Hope Kerr is clear, but only two stanzas are commonly sung. Never more traditions' chains shall bind us Arise ye toilers no more in thrall The earth shall rise on new foundations We are but naught we shall be all. Then comrades, come rally!

And the last fight let us face The Internationale Unites the human race! We want no condescending saviors To rule us from their judgment hall, We workers ask not for their favors Let us consult for all: To make the thief disgorge his booty, To free the spirit from its cell, We must ourselves decide our duty, We must decide and do it well.

Don't cling so hard to your possessions For you have nothing, if you have no rights. Let racist ignorance be ended For respect makes the empires fall Freedom is merely privilege extended Unless enjoyed by one and all.

So come brothers and sisters For the struggle carries on! The Internationale Unites the world in song. So comrades come rally For this is the time and place!

The international ideal Unites the human race. Let no one build walls to divide us Walls of hatred nor walls of stone Come greet the dawn and stand beside us We'll live together or we'll die alone In our world poisoned by exploitation Those who have taken, now they must give And end the vanity of nations We've one but one Earth on which to live So come brothers and sisters For the struggle carries on! And so begins the final drama In the streets and in the fields We stand unbowed before their armour We defy their guns and shields When we fight, provoked by their aggression Let us be inspired by life and love For though they offer us concessions Change will not come from above.

Rimediamo a anni e anni di distanza, con la speranza che ne seguano altre in altre lingue: Non attaccatevi forte ai vostri averi Perché non avete nulla, se non avete diritti. Mars, the lusty god of war, overturned this plan. Overcome with desire, Mars swooped from the heavens and left the beguiling virgin "rich with twins. When Rhea Silva gave birth to two boys of uncommon beauty and size, the angry monarch ordered them drowned.

According to legend, a lupa she-wolf suckled the twins Romulus and Remus. During ongoing excavations on the Palatine hill, archaeologists discovered what could be the original lupercale, the cave that sheltered the twins and that later served as a shrine for their worship.

After the boys grew to maturity, they overthrew their evil uncle and decided to build a new town on the banks of the Tiber. In a violent argument, Romulus killed his brother Remus. Taking command, Romulus gave his name to the settlement that would grow into a great empire.

Over the centuries the Palatine hill, with its tranquil setting and splendid views, attracted rich and powerful residents. Octavian, later adopted by Julius Caesar, was born on this sacred site in 63 B. When the Senate proclaimed him Augustus, Rome's first emperor, he built a house near the small structure known as Romulus's hut. His successors, the emperors Tiberius, Caligula and Claudius, lived in much grander homes atop the Palatine.

Visitors to these mansions called them palazzi —the root of the word for "palatial" residences in French palais , Spanish palla and English palace. Rome changed everything, bringing civilization—laws, roads, urban planning, public works, even indoor plumbing--to an untamed world. The imprint of the Roman empire remains on everything from coins to monuments, tombs to temples.

The manhole covers of Rome are still emblazoned with S. Italians joke that it really stands for "Sono pazzi questi romani. Literally, the country that you go to, the customs that you find.

Recently Tutorful , an online tutoring marketplace in the United Kingdom, surveyed some 60, Italian tutors, students and parents to identify the resources they felt benefited their Italian skills most on a day-to-day basis. Since its publication in , La Bella Lingua has become a New York Times best-seller as well as a highly recommended resource by various associations of Italian teachers. The reason is that it offers a unique combination of an accurate history and depiction of the language and an engaging writing style.

I advise sampling different types of learning resources. Just about everyone just about everywhere loves pizza. Culinary historians trace pizza back to a focaccia bread called picea baked in ovens in ancient Rome.

The first Neapolitan pizzas were white, topped with garlic, lard and anchovies. The Bourbon King Ferdinand I, ruler of Naples in the nineteenth century, would dress in shabby clothes to sneak into a local pizzeria. His successor Ferdinand II invited a pizzaiolo Italian for pizza-maker named Don Domenico Testa to come to his palace and bake pizzas for the ladies of the court. As a tribute he bequeathed to Testa the title Monsieur, usually reserved for the chefs de cuisine of royal households.

Emigrants carried their love of pizza to the United States, where it morphed into dozens of variations that bore little resemblance to true Neapolitan pizza. Neither the ingredients nor recipe for the original have changed over the centuries. The dough must be made only from flour, yeast, salt and water and kneaded by fist for at least fifteen minutes before it rests. In a process called staglio pizza-makers form panetti balls of dough , which they extend with a skillful motion termed schiaffo literally slap or smack and may twirl in the air.

Working from the center, they then add toppings with a clockwise, spiraling motion. Each pizza is baked in a stone-lined, wood-fired oven, heated to a temperature of at least degrees Fahrenheit.

The cornicione border must be high and soft; the entire crust not overly crisp or at all soggy, with the ingredients melting together in two minutes or less. If you live in the San Francisco Bay area, you can taste Neapolitan pizza without a passport. Capricciosa — mozzarella, mushrooms, small artichokes, prosciutto cotto, olives, olive oil. Quattro stagioni — four seasons: Here are some reasons why:.

The sun il sole , rising earlier and shining bright in the blue sky splendente luminoso nel cielo blu. Jogging fare footing in the crisp morning air aria del mattino frizzante. The irises of Florence le iris di Firenze and the blossoming trees gli alberi fioriti or in fiore in the countryside. Hanging out passare il tempo or bazzicare in a sunny piazza in una piazza soleggiata.

The longer days le giornate più lunghe with their more intense light la luce più intensa. The Spanish Steps in Rome la Scalinata covered in a glorious display of vivid pink and red azaleas. April, Italian language, Italian sayings, Italy, Spring, travel.

On my first Easter in Rome in the Jubilee year of , I joined the throngs jammed into the massive piazza of St. Lamb or "paschal" blood marked the doors of Hebrew families exiled in Egypt and spared their first-born sons.

Somewhere in time Pasqua became synonymous with the Christian celebration of Easter. On Easter morning, sunrise services throughout Italy celebrate the joy of the resurrection of Christ. Then, with equal exuberance, Italians end forty days of fasting during Quaresima Lent with food -- and friends.

The traditional main dish for Easter dinner is agnello al forno roasted baby lamb or capretto baby goat. Festive displays decorate coffee bars, pastry shops, supermarkets and confectioneries in the weeks before Easter, with some mammoth eggs weighing in at nearly 18 pounds. In the 15th century nobles encased works of art and other extravagances in enormous chocolate eggs. Inside a customized egg a lucky recipient may find jewelry, a watch, car keys—or an engagement ring.

Colomba di Pasqua -- Easter cake. In the week before Easter Pasqua pilgrims from around the world travel to Italy to commemorate the passion, death and resurrection of Jesus Christ passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

Dovrebbe dargli una possibilità e uscire con lui? Sullo sfondo di una romantica Venezia avvolta nella nebbia, Stella scoprirà che ogni incontro nasconde un lato misterioso. Lui proverà a proteggerla, ma chi proteggerà entrambi dai segreti intorno a loro? Benvenuti all'annuale Best Books Awards!

Tiago Sono il fuoco che incendia i corpi e travolge i cuori. Sono il sesso proibito. Gusto avidamente la vita, la divoro. Il ricordo dei suoi occhi neri come la notte mi perseguita, è impresso nella mia mente. Lei è stata il mio mondo e oggi è la mia promessa infranta. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori.

Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni.

Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima.

Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene.

Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. O la lama di André Lamaze. Dark Contemporary Romance Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati.

Gabe, fratello di Haze e Roona, ha solo la sua chitarra quando decide di lasciare tutto per girare il mondo a bordo della sua Camaro. Tra note spezzate e pugni nello stomaco, il giovane musicista è alla ricerca di qualcosa per cui valga davvero la pena vivere, qualcosa che spazzi via quel senso di vuoto che gli buca il petto.

Tra scontri, gelosie e baci che bruciano la pelle, Gabe e Aria finiranno per colmare i propri vuoti, salvandosi e distruggendosi a vicenda. Dal primo momento in cui lo ha visto. Sergej non ha mai desiderato nulla per sé. Ha sempre e soltanto eseguito gli ordini, almeno finché non gli è stato chiesto di fare l'unica cosa che non avrebbe mai voluto: La più oscura di sempre. Quella che cambierà le loro vite. Lilian Leroy non ha mai desiderato di svegliarsi in una stanza non sua, in compagnia di un uomo completamente nudo che non ricorda nemmeno di avere incontrato.

Non ha mai desiderato di finire coinvolta nei giochi di potere che legano suo padre a un misterioso uomo venuto dalla Russia. La sua vita scorre tranquilla e indisturbata, finché, in una serata di lavoro come tante altre, non incontra Adrian Hamilton. Ecco perché decide di stargli alla larga, respingendo le sue avances. All power to the workers! And all parasites their share! Nel , lo stesso Aron Kots tradusse fedelmente la versione originale francese di Eugène Pottier, completa di tutte e sei le strofe.

Le strofe 1, 2 e 6 sono naturalmente quelle della sua prima versione del , mentre le altre tre compresa la 5a strofa antimilitarista furono tradotte ex novo. La versione completa fu pubblicata nel In , Aron Kots himself faithfully translated Eugène Pottier's original French poem including all 6 verses.

Verses 1, 2 and 6 are taken of course from his version, while the other three including the anti-militarist 5th verse were translated ex novo. The complete version was published Romanized lyrics of the foregoing version according to the transcription principles used in this website. Prezrennyj vy v svoëm bogatstve, Uglja i stali koroli! Gatov [] Alternative and complete version by A. Romanized version of the foregoing Russian version:.

V Internacionale solëtsja rod ljudskoj! Narodam — mir, vojna — tiranam! Si tratta in realtà di una versione composita: The alternative version by Anatoly Zarnitsyn. It is in fact a composite version: Romanized lyrics of the foregoing version. Zakon ravenstva prav, - On govorit: Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente.

Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg. La strofa è accompagnata da una traduzione inglese. Stand up, you who have eaten half a pound, Go fetch flour from the village.

Take off your last shirt With your own hands. In essa la componente antimilitarista e contro la guerra è pienamente presente, ma è considerata una versione "difficile" per il tipo di linguaggio usato, assai arcaico e solenne Pete Seeger l'ha definita "totally unsingable".

Tra [parentesi quadre] vengono indicate le più comuni varianti. The anti-militarist stanza is present, but it is considered a "difficult" version because of the archaic, high-falutin language used Pete Seeger said it is "totally unsingable".

The commonest variants are indicated in [square brackets]. Arise you prisoners of want! For reason in revolt now thunders, And a better age shall dawn Now away with all your superstitions, Servile masses arise! Then come comrades rally! And the last fight let us face. The Internationale unites the human race!

No saviours from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. Chains of hatred, greed and fear. We're tricked by laws and regulations, Our wicked masters strip us to the bone.

The rich enjoy the wealth of nations, But the poor can't sell their own. Long have we in vile bondage languished, Yet we're equal one and all No rights but duties for the vanquished We claim our rights for duties done. The kings of mines and ships and railways, Resplendent in their vulgar pride, Have plied their task to exploit always Those whose labor they've 'ere decried. Great the spoil they hold in their coffers, To be spent on themselves alone; Someday we'll seize it in spite of scoffers, And know that we have got our own.

These kings defile us with their powder, We want no war within the land; Let soldiers strike for peace call louder, Lay down arms and join hand in hand. Should these vile monsters still determine. Heroes to make us in despite, They'll know full soon the kind of vemin Our bullets hit in this lost fight. We peasants, artisans and others Enrollees among the sons of toil Let's claim the earth henceforth for brothers, Drive the indolent from the soil!

On our flesh too long has fed the raven, We've too long been the vulture's prey. But now fare well the spirit craven, The dawn brings in a brighter day! No saviors from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver.

No more tradition's chains shall bind us Arise, ye slaves, no more in thrall; The earth shall rise on new foundations We have been naught we shall be all. We want no condescending saviors to rule us from their judgement hall We workers ask not for their favors Let us consult for all.

To make the theif disgorge his booty To free the spirit from its cell We must ourselves decide our duty We must decide and do it well. The law oppresses us and tricks us, the wage slave system drains our blood; The rich are free from obligation, The laws the poor delude. Too long we've languished in subjection, Equality has other laws; "No rights," says she "without their duties, No claims on equals without cause. Behold them seated in their glory The kings of mine and rail and soil!

What have you read in all their story, But how they plundered toil? Fruits of the workers' toil are buried In strongholds of the idle few In working for their restitution the men will only claim their due. We toilers from all fields united Join hand in hand with all who work; The earth belongs to us, the workers, No room here for the shirk.

How many on our flesh have fattened! But if the norsome birds of prey Shall vanish from the sky some morning The blessed sunlight then will stay. Deriva chiaramente da quella britannica nella variante workers , con lievissime differenze, ma consta soltanto di tre strofe.

The standard Canadian English Version. Its derivation from the British English version workers variant is clear, but only three stanzas are commonly sung. For reason in revolt now thunders And at last ends the age of cant. Away with all your superstitions Servile masses arise, arise We'll change henceforth the old tradition And spurn the dust to win the prize. So comrades, come rally And the last fight let us face! No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more.

And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side. No saviour from on high delivers, No faith have we in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear. E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot!

Deriva chiaramente da quella statunitense di Charles Hope Kerr , con lievissime variazioni. Il canto comporta solo due strofe. The standard version as sung in the Republic of South Africa where it was strictly prohibited during the Apartheid period. Its derivation from the US version by Charles Hope Kerr is clear, but only two stanzas are commonly sung. Never more traditions' chains shall bind us Arise ye toilers no more in thrall The earth shall rise on new foundations We are but naught we shall be all.

Then comrades, come rally! And the last fight let us face The Internationale Unites the human race! We want no condescending saviors To rule us from their judgment hall, We workers ask not for their favors Let us consult for all: To make the thief disgorge his booty, To free the spirit from its cell, We must ourselves decide our duty, We must decide and do it well.

Don't cling so hard to your possessions For you have nothing, if you have no rights. Let racist ignorance be ended For respect makes the empires fall Freedom is merely privilege extended Unless enjoyed by one and all.

So come brothers and sisters For the struggle carries on! The Internationale Unites the world in song. So comrades come rally For this is the time and place! The international ideal Unites the human race.

Let no one build walls to divide us Walls of hatred nor walls of stone Come greet the dawn and stand beside us We'll live together or we'll die alone In our world poisoned by exploitation Those who have taken, now they must give And end the vanity of nations We've one but one Earth on which to live So come brothers and sisters For the struggle carries on!

And so begins the final drama In the streets and in the fields We stand unbowed before their armour We defy their guns and shields When we fight, provoked by their aggression Let us be inspired by life and love For though they offer us concessions Change will not come from above.

Rimediamo a anni e anni di distanza, con la speranza che ne seguano altre in altre lingue: Non attaccatevi forte ai vostri averi Perché non avete nulla, se non avete diritti. Sia messa fine all'ignoranza razzista Perché il rispetto fa cadere gli imperi, La libertà è solo estensione dei privilegi Se non ne godono tutti quanti. E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

L'Internazionale Unisce il mondo nel canto. E allora, compagni, riuniamoci Perché questo è il tempo e il posto! L'ideale internazionale Unisce la razza umana.

Nessuno eriga muri per dividerci, Né muri di odio, né muri di pietra Venite a salutar l'alba e stateci a fianco, Vivremo assieme, o moriremo soli. Nel nostro mondo avvelenato dallo sfruttamento Chi ha preso ora deve dare, E basta con i vani nazionalismi, Abbiamo una sola Terra sulla quale vivere E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

E allora inizia il dramma finale Nelle vie e nei campi, Non ci chiniamo ai loro mezzi corazzati, Sfidiamo le loro armi e i loro scudi Quando combattiamo, provocati dalla loro aggressione, Ispiriamoci alla vita e all'amore, Perché, anche se ci offrono concessione, Il cambiamento non verrà dall'alto E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

So comrades, come rally And the last fight let us face The Internationale unites the human race. No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side.

No saviour from on high delivers No faith have we in prince or peer Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot. And if those thieves think it's their right To sacrifice us to their dream They'll see we've just begun to fight It's time to change our world regime We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains So comrades, come rally And the last fight, let us face The Internationale Unites the human race.

We reproduce it from this page. Let us discard the past, Army of slaves, arise, arise! The world is changing at the base, We who have been nothing, let's be everything! It is the final struggle Let us gather, and tomorrow The Internationale Will be mankind! There are no supreme saviours, Neither God, nor Caesar, nor tribune.

Producers, let's save ourselves! Together let's enact a common decree To force the thief to return his loot, So that the mind is set free from the prison cell! Let us blow upon our furnace ourselves, Strike the iron while it is hot! The state strangles and the law cheats, The taxes bleed the disadvantaged in society. The rich do not shoulder any responsibility; The rights of the poor is an empty word. It is enough to decay in servitude, Equality needs other laws! No rights without duty, she says, Conversely, no duty without rights.

Hideous, in their glory, The kings of the mines and rail. They have done nothing else, But to steal others' work. In the strongboxes of this band, What we created are all in there! In working for their restitution, They only want their rightful due. The kings deceive us with their fumes, Peace among ourselves, war to the tyrants!

Let us encourage strikes in the armies, To wave their guns and disband their ranks! If they insist, those cannibals, To make heroes of us, They will soon know our bullets, Are for our own generals. Labourers, peasants, we are The big party of workers The earth belongs only to humans The idle are going to live elsewhere How much they feast on our flesh But if the ravens and vultures Would one morning all disappear The sun would shine forever!

März bis zum Von den ursprünglich sechs Strophen werden durchweg lediglich noch drei gesungen. Sie setzte sich gegenüber konkurrierenden Versionen in den zwanziger Jahren dies letzten Jahrhunderts durch, die hier zu finden sind [ Die Fassung von Luckhardt hat viele altertümliche sprachliche Wendungen.

Reinen Tisch macht mit dem Bedränger! Heer der Sklaven, wache auf! Ein nichts zu sein, tragt es nicht länger Alles zu werden, strömt zuhauf! Völker, hört die Signale, Auf, zum letzten Gefecht! Die Internationale Erkämpft das Menschenrecht! Es rettet uns kein höh'res Wesen kein Gott, kein Kaiser, noch Tribun Uns aus dem Elend zu erlösen können wir nur selber tun!

Unmundigt nennt man uns Knechte, duldet die Schmach länger nicht! Gewölbe, stak und fest bewehret die bergen, was man dir entzog. Dort lieft das Gut, das dir gehöret und um das man dich betrog. Ausgebeutet bist du worden! Il testo è ripreso dal forum NationalAnthems.

The first German translation of the Internationale by Franz Diederich, in its 2nd version preceding anyway the publication of Emil Luckhardt's version. The lyrics are reproduced from the forum NationalAnthems. A version by the working-class writer Rudolf Lavant , "Empor, ihr Enterbten der Erde", followed in It appeared in the first German worker-singers' newspaper "Lieder-Gemeinschaft", namely in No.

As usual at that time, the lyrics were printed without sheet music. Franz Diederich second version A second translation by Franz Diederich was published since in workers' songbooks, e. Obviously, Diederich shrank from verse 5 of the original version " This verse was also banned by the Communist Party of France by order from Moscow in , making the military unassailable.

Wir wollen neu die Welt erbauen, Sind nichts wir, lasst uns alles sein. Schon jubeln des Siegers Signale! Empor, der Tag dringt ein. Die Internationale Wird die Menschheit sein! Wir schaffen, um uns selbst zu retten, Und unsre Rettung gilt der Welt! Die Hände weg von unsrer Scheuer! Dem Geist die Fesseln ab! Wir heizen selber unser Feuer. Schlagt auf das Eisen! In Trug und Druck sind wir geschlagen. Das Blut der Adern presst der Raub. Den Reichen drückt kein Pflichtentragen.

Des Armen Recht ist arm und taub. Nun soll sich Zwang und Schmachten heben. Gleich sei der Zukunft Glücksgeschlecht! Wo Räder sausen, Öfen lodern, Ragt, was wir darbend aufgeführt. Nun kommen wir, es heimzufordern, Und fordern nur, was uns gebührt. Nur den, der schafft, soll Glück belohnen. Hinweg, die uns am Fleische hangen! Schon scheucht die Angst sie weit und breit: Sie flattern auf in Todesbangen — O steig empor, du Sonnenzeit!

Erich Weinert fu combattente antifascista tedesco durante la guerra di Spagna, nella brigata internazionale "Ernst Thälmann". La versione fu scritta in Spagna proprio per la colonna Thälmann.

The alternative and complete version by Erich Weinert []. Erich Weinert was a German anti-fascist fighter of the Spain civil war, in the international brigade "Ernst Thälmann" and composed this version specially for the Thälmann column.

Vernunft bricht aus den Morgenröten. Aus Schlünden donnert sie Triumph. Es stürzt die Welt. Der Tag ist nah, denn heut sind wir die Auserlesnen. Wir waren nichts, jetzt sind wir da! Ihr alle, ihr Völker im Verein!

Die Internationale wird alle Menschheit sein! Wir wissen, dass uns glücklich mache kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun. Genossen, unsrer Freiheit Sache kann nur in unsren Händen ruhn! Packt, bis es brüllt, das Ungeheuer, und schafft dem Geist ein freies Gleis! Wir blasen jetzt ins eigne Feuer.

Staat und Gesetz gehen über Leichen. Die Steuer wird zum Massenmord. Wo gibt es Pflichten für den Reichen? Es sprechen jetzt die Knechte, und das Gesetz der Gleichheit spricht: Nicht eine Pflicht mehr ohne Rechte und keine Rechte ohne Pflicht! Abscheulich blähn sich diese Götzen, die Herrn von Schacht und Eisenbahn.

Sie machten unser Blut zu Schätzen, sie haben unser Gut vertan. Wann machen wir die Rechnung glatt? Das Volk will ja nur wiederhaben, was man dem Volk gestohlen hat. Die Herrscher machten uns betrunken. Drum werft ins Heer der Freiheit Funken! Dann schlägt es mit dem Kolben drein. Wenn sie uns zwingen, die Barbaren, Soldat zu spielen noch einmal, wir werden unsre Kugeln sparen für unsren eignen General. Arbeiter, Bauern, kommt zum Ende! Wir sind der Schaffenden Partei! Die Welt gehört in unsre Hände.

Der Reichen Schonzeit ist vorbei. Sie sogen Blut aus unsren Wunden. Erst wenn das Geiervolk verschwunden, wird unsre Welt voll Sonne sein! Ihr glückbetrog'nen Toren; Auf! Sklaven ihr der Hungerzunft! Hört ihr's im Krater nicht rumoren? Zum Durchbruch kommt die Weltvernunft. Raumt auf mit allem morschen Plunder! Und vorwärts mit der Kraft des Stiers!

Die alte Welt zerfall' wie Zunder, Wir waren nichts und jetzt sind wir's! Nun kämpft zum letzten Male! Erlöst Euch selbst aus Euren Ketten! Schaefft selbst der Allgemeinheit Wohl! Der Räuber, allzulang umfriedet, Gab endlich uns die Beute preis! Der Staat erdrückt, Gesetz ist Schwindel! Die Steuern trägt der Arbeitsknecht. Und für das kommende Geschlecht Gilt: Die Herrschgewalt hat uns benebelt, Krieg ihnen, Frieden uns allein! In Streik sei die Armee geknebelt, Den Kolben hoch!

Wenn uns zu Helden zwingen wollen Die Kannibalen, wagt das Spiel! Und dann sollen Sie selbst sein uns'rer Kugeln Ziel!

Eilt geschlossen Zur Proletarierpartei! Die Welt gehört den Werkgenossen, Und mit den Drohnen ist's vorbei. Aufflammt die Sonne hell und klar! Steht auf, Galeerensklaven des Hungers!

Die Vernunft brodelt in ihrem Krater, Das ist der endgültige Ausbruch. Das Vergangene wollen wir ausmerzen, Versklavte Masse, steh auf, steh auf! Die Welt wird sich von Grund auf ändern: Wir sind nichts, wir wollen alles sein! Dies ist der letzte Kampf: Es gibt keine höheren Retter: Keinen Gott, keinen Cäsar, keinen Tribun, Werktätige, retten wir uns selber! Verordnen wir das Allgemeinwohl!

Damit der Dieb seine Beute wieder herausgibt, Damit der Geist aus seinen Fesseln befreit wird, Blasen wir selbst in unser Feuer, Schmieden wir das Eisen, solange es glüht! Wir haben lange genug in der Unterdrückung geschmachtet. Keine Pflichten ohne Rechte! Haben sie etwas anderes getan, Als die Arbeit auszuplündern? In den Geldschränken der Bande Ist das, was geschaffen wurde, zu Geld geworden.

Wenden wir den Streik an in den Armeen. Gewehrkolben nach oben, sprengen wir das Glied! Wieviel weiden sich an unserem Fleisch!

E' palesemente basata sulla versione di Emil Luckhardt, ma con un linguaggio alquanto modernizzato. Testo ripreso dallo "Schwarz-rotes Liederbüchlein" "Piccolo canzoniere rosso e nero" dell'anarcosindacalismo tedesco. It is clearly based on Emil Luckhardt's version, but with a somewhat modernised language. The lyrics are reproduced from the German anarcho-syndicalist songbook "Schwarz-rotes Liederbüchlein". Verjagt, vertreibt nun alle die Bedränger, versklavte Menschen, steht nun auf, ein nichts zu sein ertragt nicht länger, alles zu werden, kommt zu hauf!

Leute, hört die Signale, auf zum Kampf, zum Gefecht, die Internationale kämpft für das Menschenrecht! Es rettet uns kein höheres Wesen, kein Gott, kein Kaiser, noch Tribun. Uns aus dem Elend zu erlösen, können wir nur selber tun. Leere Worte für die Menschenrechte, leeres Wort: Noch immer sind wir nur die Knechte, befreit euch, schreitet selbst zur Tat.

In Stadt und Land, ihr Arbeitsleute, vertraut bloss keiner der Parteien, sie kassieren bloss die grosse Beute und lassen lassen uns in der Not allein. Euer Schicksal nehmt in eigene Hände, sprengt die Grenzen in jedem Land, wenn alle Herrschaft erst zuende ist das der Freiheit höchster Stand.

Dalle notizie provenienti da Kampflieder sarebbe stata redatta da Ralf Landmesser e pubblicata nel nello Schwarz-Roter-Kain-Kalenda. A much more recent version of the German Anarchist Internationale, also reproduced from the German Anarcho-syndicalist songbook "Schwarz-rotes Liederbüchlein". Trag Aufruhr um die ganze Erde, bevor du in die Luft mit fliegst.

Vorwärts, GenossInnen, zur Gegenwehr! Leute, auf zur Randale! Weg mit Gott, Staat und Geld! Die Internationale kämpft für die freie Welt! Hohles Geschwätz sind die Menschenrechte! Ihr bleibt Lohnsklaven, Stiefelknechte, helft ihr euch nicht selbst durch die Tat. Im Norden, Süden, Osten, Westen, vertraut nicht Führern, noch Parteien, die stehen auf der anderen Seite, und machen sich nur selber frei. Dem Werk der Zukunft wolln wir dienen der freien Räterepublik.

Nieder mit der Vaterländer Grenzen nieder mit dem Bruderkrieg! Der Freiheit Morgenfarben glänzen, die rote Fahne führt zum Sieg. Grausig tönen Fanfaren auf zum letzten Gericht! Der Galgen den Barbaren dem Volk das Sonnenlicht.

Der Börsenjobber zittert, es wackeln Geldschrank und Altar. Die alte Fessel splittert, das Eigentum ist in Gefahr. Hände hoch, ihr auf der andern Seite! Die alte Welt geht schmählich pleite: Rot Front marschiert, Rot Front marschiert! Vorwärts, hört die Signale! Tritt gefasst, links, zwei, drei! Die Internationale ist unser Feldgeschrei! Die Jungfront an die Spitze!

Der Hammer dröhnt, die Sichel schneidet, die Kette bricht, die Mauer fällt. Aus Dörfern und Fabriken kommt, Genossen, reiht euch ein! Die Kerker auf und die Kasernen: Wer unten war, wird oben sein! Oskar Kanehl , nato nel , fu un attivista comunista, poeta e scrittore espressionista e editore tedesco.

Mobilitato nel , scrisse alcune poesie antimilitariste e contro la guerra che furono pubblicate nella rivista Aktion di Franz Pfemfert e poi raccolte in un volume. Durante la Repubblica di Weimar fu regista presso le Rotter-Bühnen berlinesi. Il 28 maggio si uccise precipitandosi dalla finestra del suo appartamento nella Kantstrasse. La sua versione dell'Internazionale è, in gran parte, una caustica parodia pur mantenendo il ritornello della versione classica di Emil Luckhardt nell'ultima strofa.

Oskar Kanehl , born , was a German Communist activist, expressionist poet and writer, and publisher. He was mobilized in and wrote a number of anti-militarist and antiwar poems then published in Franz Pfemfert's magazine Aktion and collected in a volume. On May 28, , he committed suicide by jumping from a window of his apartment in Kantstrasse.

Though keeping the refrain of Emil Luckhardt's classic version in the last verse, his version of the Internationale may be considered in most parts a vitriolic parody. Die Führer aller Farben schreien, vom General zum Bolschewik.

Du hast ein Amt und keine Meinung. Völker hört die Zentrale. Die Internationale der Bonzen die hat recht. Es gilt den Klassenkampf, den echten. Achtstundentag genügt uns schon. Unser Mut ist nicht zu überbieten. Mit Frankreich reden wir Fraktur. Manchmal sind wir Antisemiten. Wir halten streng auf Konjunktur. Wir halten, was wir euch versprechen. Wir bleiben unseren Wählern treu. Zuwiderhandeln ist Verbrechen an unserem Stolz, an der Partei. Sollten wir uns einmal ändern - wechselvoll ist das Geschick dann legen wir in eure Hände unser Mandat von selbst zurück.

Allein es ist kein leerer Wahn: Ihr braucht zum Klassenkampf Vertreter. Drum einigt euch mit Amsterdam. Parlamente wollen wir zerstören, von innen schlagen kurz und klein. Doch müssen sie uns erst gehören. Darum, Genossen, wählt uns rein. Die Freiheit rötet sich im Osten. Das Staatsschiff lenkt unsere Partei. Wer Mitglied ist, hat einen Posten. Wer nicht, der bleibt zur Arbeit frei. Nepp regiert und die Neppleut walten. Und alles bleibt beim guten alten.

Nur das Gefängnis wird zum Paradies. Auf zum Wahlgefecht Die Internationale der Bonzen die hat recht. Hört auf und spart euch die Beweise. Der Schwindel hält bei uns nicht dicht. Partei ist Dunst und Fühertum ist - schscheinbar. Es rettet uns kein höh'res Wesen. Kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun.

Uns von dem Elend zu erlösen müssen wir nun selber tun. Völker hört die Signale. Auf zum letzten Gefecht. Die Internationale erkämpft das Menschenrecht. En la Comuna de París, tomó parte activa en tanto que miembro del Comité Republicano de 20 barrios arrondissements parisinos y fue elegido representante en una de ellas.

La represión plasmada en la Semana Sangrante de mayo de , le obligó a esconderse y exiliarse de Francia. Aquellas jornadas le inspiraron para escribir, semanas después, el poema que hoy es himno del movimiento obrero internacional: Su entierro se convirtió en una auténtica manifestación popular.

El poema La internacional fue escrito en y publicado por primera vez en en una selección que llevó por titulo Quel est le Fou? Esta obra vió la luz el mismo año en que murió Pottier. El autor de la partitura fue Pierre Chrétien Degeyter, un miembro de la coral La Lyre des Travailleurs la lira de los trabajadores y montador en los talleres de Lives-Lille. Con fama de "compositor" recibe el encargo de musicar los poemas contenidos en los Cantos Revolucionarios y se ve seducido por la fuerza del poema de la Internacional.

Desde entonces ha sido el himno oficial de todos los partidos y movimientos que se reclaman de la tradición socialista y anarquista. I advise sampling different types of learning resources. Just about everyone just about everywhere loves pizza. Culinary historians trace pizza back to a focaccia bread called picea baked in ovens in ancient Rome. The first Neapolitan pizzas were white, topped with garlic, lard and anchovies.

The Bourbon King Ferdinand I, ruler of Naples in the nineteenth century, would dress in shabby clothes to sneak into a local pizzeria. His successor Ferdinand II invited a pizzaiolo Italian for pizza-maker named Don Domenico Testa to come to his palace and bake pizzas for the ladies of the court.

As a tribute he bequeathed to Testa the title Monsieur, usually reserved for the chefs de cuisine of royal households. Emigrants carried their love of pizza to the United States, where it morphed into dozens of variations that bore little resemblance to true Neapolitan pizza. Neither the ingredients nor recipe for the original have changed over the centuries. The dough must be made only from flour, yeast, salt and water and kneaded by fist for at least fifteen minutes before it rests.

In a process called staglio pizza-makers form panetti balls of dough , which they extend with a skillful motion termed schiaffo literally slap or smack and may twirl in the air. Working from the center, they then add toppings with a clockwise, spiraling motion. Each pizza is baked in a stone-lined, wood-fired oven, heated to a temperature of at least degrees Fahrenheit.

The cornicione border must be high and soft; the entire crust not overly crisp or at all soggy, with the ingredients melting together in two minutes or less. If you live in the San Francisco Bay area, you can taste Neapolitan pizza without a passport. Capricciosa — mozzarella, mushrooms, small artichokes, prosciutto cotto, olives, olive oil. Quattro stagioni — four seasons: Here are some reasons why:. The sun il sole , rising earlier and shining bright in the blue sky splendente luminoso nel cielo blu.

Jogging fare footing in the crisp morning air aria del mattino frizzante. The irises of Florence le iris di Firenze and the blossoming trees gli alberi fioriti or in fiore in the countryside.

Hanging out passare il tempo or bazzicare in a sunny piazza in una piazza soleggiata. The longer days le giornate più lunghe with their more intense light la luce più intensa. The Spanish Steps in Rome la Scalinata covered in a glorious display of vivid pink and red azaleas. April, Italian language, Italian sayings, Italy, Spring, travel. On my first Easter in Rome in the Jubilee year of , I joined the throngs jammed into the massive piazza of St. Lamb or "paschal" blood marked the doors of Hebrew families exiled in Egypt and spared their first-born sons.

Somewhere in time Pasqua became synonymous with the Christian celebration of Easter. On Easter morning, sunrise services throughout Italy celebrate the joy of the resurrection of Christ. Then, with equal exuberance, Italians end forty days of fasting during Quaresima Lent with food -- and friends. The traditional main dish for Easter dinner is agnello al forno roasted baby lamb or capretto baby goat.

Festive displays decorate coffee bars, pastry shops, supermarkets and confectioneries in the weeks before Easter, with some mammoth eggs weighing in at nearly 18 pounds.

In the 15th century nobles encased works of art and other extravagances in enormous chocolate eggs. Inside a customized egg a lucky recipient may find jewelry, a watch, car keys—or an engagement ring.

Colomba di Pasqua -- Easter cake. In the week before Easter Pasqua pilgrims from around the world travel to Italy to commemorate the passion, death and resurrection of Jesus Christ passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

Every region celebrates with rituals that are a rich blend of faith, folklore, tradition and community. In the massive piazza of St. In Castelsardo in Sardinia, famous for its elaborate Holy Week celebrations, an evocative ritual called Lunissanti begins at dawn and continues into the night. Similar ceremonies are held in other Sardinian villages throughout la settimana sant a. Church bells, including handheld altar bells, are silenced until the Easter vigil Mass on Holy Saturday.

Some villages in Italy stage dramatic processions or re-creations of the Stations of the Cross l e Stazioni della Via Crucis. In Trapani, a Sicilian town, the solemn procession, pictured above, lasts for 24 hours. In Sorrento there are two Good Friday processions: In Rome the Pope leads a procession through the Stages of the Cross in and around the torch-lit Colosseum.

Mass is not celebrated during this day of silence and prayer in honor of the dead Christ, and the tabernacle, which usually contains Communion hosts, is left empty and open. Readings from the gospels vangeli recount the appearance of the angels to the women who came to the tomb in search of Christ.

During the liturgy of the baptism la liturgia battesimale , the faithful i fedeli renew their baptismal vows. Becoming Italian Word by Word. Here are some other not-to-be-missed festivities: In this merry month, children sing a traditional filastrocca nursery rhyme: L'inverno se n'è andato, Winter has gone away l'Aprile non c'è più; April is no more è ritornato Maggio May has returned al canto del cucù to the singing of the cuckoo.

May inspired one of my blog followers to post this sweet tribute to May: A maggio tutte le rose son sbocciate In May all the roses blossom e le strade si riempion di risate and the streets are filled with laughter. I fanciulli all'aria aperta giocano The children play in the open air mentre i papà e le mamme si riposano while the fathers and mothers rest.

A maggio i giovani aprono il loro cuore In May the young open their hearts e nell'aria si respira tanto amore and in the air you breathe so much love. Di notte è pieno di stelle mentre di mattina il sole risplende.

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Derelitti e senza pari, La giustizia rugge sotterra, Il tracollo non è lontan. Porno amatrice annonce massage paris Fortini pseudonimo di Franco Lattesnato a Firenze il l0 settembreha compiuto i suoi studi nella città natale laureandosi in lettere e in giurisprudenza. So working for the Kovrovs, one of the families controlling all the magic in New York, is exciting and dangerous, especially when he encounters the first curse he can't break. Yes, if you follow me you already know who I'm talking. I've woken up thirthy minutes ago and I'm a bit tired right now, but I can't wait to show you probably the worst book I've read in written by an American author. scenario porno francais escort girl loire

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